Animal Equality contro la pesca illegale e intensiva nei mari italiani
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Animal Equality mostra la lenta agonia dei pesci nei mari italiani nel video-reportage Soffocare

Cosa succede ai pesci catturati dalla pesca intensiva e illegale, praticata con le reti a strascico nei mari italiani? La risposta è terribile perché i pesci sono costretti a soffocare e a subire terribili sofferenze. Ce lo spiega Soffocare, un video-reportage di Animal Equality, un’organizzazione internazionale per i Diritti Animali fondata nel 2006 che ha girato il mini documentario, nel mar Mediterraneo, raccontando gli enormi danni che subisce l’ecosistema marino e la disperazione degli animali ammassati nelle reti.

Animal Equality investiga nei mari italiani

Animal Equality sostiene che anche se i pesci nell’immaginario collettivo sono considerati meno animali di altri, sono ugualmente animali intelligenti e sensibili che meritano tutta la nostra compassione, e una volta catturati cercano di trovare quella via di fuga che non troveranno mai, poiché per mancanza di ossigeno moriranno lentamente.

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L’obiettivo di Soffocare è quello di mostrare a tutti cosa vuol dire per i pesci essere catturati in reti, ammassati uno sull’altro per essere uccisi a bordo di un peschereccio o durante il percorso, rinchiusi in celle frigorifere, che li condurrà sui banchi del mercato per essere messi in commercio e diventare cibo.

Investigazioni sotto copertura

Grazie a una attenta investigazione, Animal Equality è riuscita a filmare sotto copertura quello che avviene su una imbarcazione nel mar Mediterraneo, tra la Sardegna e la nostra Penisola.

Soffocare – garantiscono i sostenitori dell’organizzazione internazionale – è soltanto il primo mini documentario di una lunga avventura nei mari italiani che testimonierà la vita di questi animali.

animal-equalityAnimal Equality dichiara inoltre dopo l’ indagine: “La prima immagine a cui abbiamo assistito è quella di una rete immensa, la trappola perfetta, in grado di contenere centinaia di migliaia di pesci. Verrà lanciata e issata sulla nave quattro volte in 24 ore, perché questa è le frequenza con cui i pesci vengono strappati al loro ambiente naturale. La rete sale piano, fino a posizionarsi in cima al ponte della nave, uno spazio sufficiente per la caduta, quando si apre. Crollano al suolo centinaia di migliaia di pesci di ogni genere, un fiume in piena di esseri viventi che si dibattono alla disperata ricerca di quello che più manca loro, l’acqua.”

Quel che poi succede possiamo solo immaginarlo con le lacrime agli occhi e il cuore sospeso.  Se provassimo anche noi a non respirare per qualche minuto, vivremmo la stessa terribile agonia che i pesci sono costretti a subire: non respirano, non urlano anche se hanno le bocche spalancate, e i loro corpi cominceranno a contorcersi per lunghissimi minuti con gli occhi sbarrati in attesa della morte.

animal-equalityI pesci considerati inutili, rivengono gettati in mare, senza nessuna compassione, lanciati come spazzatura, e possiamo sperare solo che potranno continuare a vivere.

Mari privi di vita nel 2048

Tutto questo porterà ovviamente alla mancanza di vite negli oceani, tanto che le Nazioni Unite sostengono che la pesca illegale sarà la causa primaria nel 2048 dell’ estinzione dei pesci marini, poiché la pesca a strascico prevede uno spreco di vite senza fine. La soluzione, se non vogliamo vedere i nostri mari senza pesci, sostengono gli investigatori è quella di diminuire drasticamente i consumi di pesce o smettere di consumarlo in toto.

Non chiudiamo gli occhi al contrario apriamoli davanti a queste tristi sequenze! Ci auguriamo che le immagini del video-reportage facciano capire l’importanza della vita nei mari non solo italiani, ma di tutto il mondo e che metta in evidenza che la vita dei pesci conta come la nostra.

Ph credit Animal Equality

di Antonella Tomassini

 

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