Londra, attivisti vegani protestano in piazza contro le macellerie
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Londra, attivisti vegani protestano in piazza contro le macellerie

Boicottare le macellerie a Londra da parte degli attivisti vegani inglesi è diventata ormai una sfida di tutti i giorni. Non è difficile incontrare nella città, che conta un numero elevatissimo di persone che hanno scelto il veganesimo come filosofia di vita, e che ospita tantissimi ristoranti veg, gruppi di attivisti che manifestano contro le macellerie e i negozi che vendono prodotti di origine animale.

Stop killing animal, go vegan

Anche leggere scritte sulle vetrine, come Stop killing animal, go vegan! o Animals are friends not food! e vedere serrande bloccate con la colla non è più una novità ma il segno di una protesta che incita al rispetto per tutti gli animali.

Scambiamo quattro chiacchiere con la nostra inviata speciale Patrizia Natureat, pugliese di nascita ma che vive a Londra da ormai diversi anni e che si occupa di veganesimo sul suo Vegan Blog-Magazine di Cucina e Lifestyle, per renderci conto di quanto sia importante scendere in piazza e manifestare per i diritti degli animali.

Come vive un vegano a Londra?

Dipende dal punto di vista che si vuole analizzare, se quello alimentare o se quello specificamente etico. Per quanto riguarda il primo, sicuramente, Londra può essere considerata un paradiso: ristoranti e negozi interamente dedicati ai vegani, opzioni cruelty-free ovunque e tanta scelta.

Insomma, Londra è sicuramente molto sviluppata su questo aspetto, ha accettato e inglobato perfettamente l’evoluzione. Per fare un esempio, magari in alcune piccole città (prenderei in considerazione quella in cui sono nata in Puglia) si fatica ancora a riconoscere la differenza tra un vegano e un vegetariano, mentre a Londra questo aspetto è quasi assente e ormai la maggior parte delle persone vede le opzioni vegane come la normalità, perché sono entrate a far parte della quotidianità. La parola “vegan” è presente ovunque a Londra, quindi, è impossibile non conoscerla e non comprenderne il significato alimentare. Se si considera l’aspetto etico, Londra è chiaramente una città molto sensibile o meglio ricca di persone sensibili, ma è un’utopia pensare che tutti possano comprendere subito l’aspetto puramente ideologico della scelta vegan. E’ una città in cui si deve ancora lottare moltissimo per affermare le proprie idee, perché è chiaro che la realtà vegan non è solamente una scelta alimentare, ma purtroppo questo sfugge ancora a molta gente. È una città stupenda e molto multiculturale, ricca di diversità e, di conseguenza, colma di idee differenti che tendono a scontrarsi tra di loro. In ogni caso, la sensibilità vegan è in continua evoluzione a Londra e, per questo, un vegano può vivere benissimo qui: è un luogo in cui c’è ancora la speranza che le cose possano cambiare.

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Ci racconti come i movimenti attivisti agiscono in piazza?

Gli attivisti a Londra agiscono nelle maniere più svariate: ci sono gli individui solitari e silenziosi che si siedono semplicemente al centro di una strada e restano immobili, con il corpo tappezzato di immagini cruente e frasi contro la violenza; ci sono quelli speranzosi e pacifisti che distribuiscono volantini agli angoli delle strade o organizzano eventi per sensibilizzare la gente; ci sono quelli che farebbero qualunque cosa per cambiare la realtà e ricordo una meravigliosa manifestazione che ci fu qualche tempo fa a Londra, in cui moltissimi attivisti protestarono in piazza nudi e ricoperti di sangue finto, come carne da macello; ma, ovviamente, ci sono anche gli attivisti arrabbiati e impulsivi, che agiscono in maniera più estrema, come nel caso di quelli che distruggono e minacciano le macellerie. Il modo di agire non dipende dall’essere vegano, ma dall’indole della persona e, per questo, è sbagliato considerare tutti gli attivisti estremisti o tutti pacifisti. C’è un gruppo di attivisti di Londra che seguo e che si chiama “London Vegan Actions”, di cui ammiro particolarmente il modo di agire: scelgono un luogo pubblico, indossano una maschera bianca per presentarsi come individui qualunque e mostrano video ai passanti attraverso dei computer che tengono tra le mani, cercando di aprire gli occhi a chi ha il coraggio di fermarsi a guardare.

Ultimamente è esploso lo scandalo di alcuni attivisti vegani che hanno imbrattato le vetrine di una macelleria e hanno addirittura minacciato i proprietari dell’attività: questo, è uno dei tanti modi che una persona ha per sentirsi attiva in un movimento e che, purtroppo, può coinvolgere anche le forze dell’ordine. Infatti, per questo caso, la polizia ha dovuto aprire un indagine per molestie ma, fortunatamente, in Inghilterra sono rari i casi in cui la polizia si spinge ad intervenire per una manifestazione vegan o, comunque, sono casi che non fanno notizia.

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Ci sono spesso manifestazioni a favore dei diritti animali? Chi partecipa?

Ci sono continuamente manifestazioni a favore dei diritti animali, oserei dire che ce ne sono ogni giorno, se si prendono in considerazione anche quelle solitarie di cui parlavo prima. Molte manifestazioni si svolgono anche nelle piazze più famose della città tipo Leicester Square e partecipare è semplicissimo, basta fare una ricerca online per trovare numerosissime info. Londra è immensa e gli attivisti sono tantissimi, c’è sempre posto e tempo per cercare di cambiare la realtà. Per quanto riguarda l’età dei partecipanti è, ovviamente, molto varia, ma noto sempre una maggioranza giovanile. Probabilmente, perché i giovani sono più speranzosi e hanno più voglia di agire o, forse, perché la scia vegan sta travolgendo velocemente e fortunatamente le nuove generazioni, che fremono dalla voglia di rendere migliore il proprio futuro. Per esempio, il gruppo “London Vegan Actions” è composto da moltissimi giovani. Londra è una città ricca di sorpresa, magari una mattina decidi di uscire a fare la spesa e ti ritrovi un gruppo di attivisti vegani pronti a rivoluzionarti la giornata e, nel migliore dei casi, addirittura la vita.

Ringraziamo Patrizia, per la collaborazione e per averci raccontato questo frammento di vita vegan, con la speranza che le proteste inglesi siano da esempio in tutto il mondo per un cambiamento futuro per il rispetto di tutti gli animali e il pianeta che ci ospita.

di Antonella Tomassini

 

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