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Grecia stop alla macellazione dei cavalli: la vittoria degli animalisti

La Grecia dal 29 luglio vieta per legge la macellazione dei cavalli, che sono così considerati animali d’affezione e non più da reddito. Una notizia eclatante per tutti gli attivisti e animalisti, nella speranza che possa diventare esempio per tutte le nazioni.

La Grecia vieta la macellazione dei cavalli

Il divieto è avvenuto grazie alle associazioni Hellenic Animal Welfare Federation e Ippothesis.  Entrambe hanno battagliato a lungo sugli scandali della carne equina e delle macellazioni illegali in Grecia, portando in parlamento il progetto di legge e ottenendo risultati positivi.

In Grecia non è mai stata apprezzata la carne di cavallo e non esistono mattatoi autorizzati alla macellazione. Ma l’elevato numero dei cavalli utilizzati nell’ ippica e negli sport equestri, di conseguenza ha reso notevoli le macellazioni illegali, senza nessun controllo sanitario.

Un risultato positivo

Nell’articolo 17 della Gazzetta Ufficiale greca leggiamo – “È vietato l’allevamento e l’utilizzo di animali per i combattimenti e per le attività correlate. È vietato altresì allevare e utilizzare cani, gatti e cavalli per la produzione di pellicce, cuoio, carne o per la fabbricazione di medicinali o altre sostanze”.

Il risultato ottenuto in Grecia è stato accolto positivamente anche in Italia. Sonny Richichi, presidente IHP (Italian Horse Protection Onlus) ha commentato – «Anche in Italia puntiamo a un obiettivo simile, sebbene partiamo da una situazione completamente diversa: da noi, a differenza della Grecia, c’è un grande consumo di carne di cavallo, alimentato da falsi miti e tradizioni becere tanto da rendere il nostro Paese il primo in Europa sia per macellazioni di cavalli che per consumo di carne anche importata dall’estero. Il nostro cammino sarà molto più arduo, visti gli enormi interessi in gioco, ma siamo fortemente determinati»

Una vittoria per la Grecia da mettere in luce, sperando in ulteriori cambiamenti nel rispetto di tutti gli animali.

di Antonella Tomassini

 

 

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