Come gestire la socialità dei nostri bambini vegani. | ilVegano.it
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Come gestire la socialità dei nostri bambini vegani.

Leggiamo come Paola Maugeri, giornalista, cantante e conduttrice televisiva italiana, vegana come si comporta con l’alimentazione del figlio fuori casa.

L’alimentazione dei nostri bambini è un argomento delicato e troppo spesso viene preso di mira dai media per avvallare la tesi che il veganismo non sia un regime alimentare adatto all’età dello sviluppo.

Io ho un figlio di 8 anni che è vegan da quando era nella mia pancia,  è un bambino sereno che cresce a meraviglia. E’ arrivato nella mia vita dopo molti anni che studiavo alimentazione consapevole – dal 1997 – ed ero pronta ad offrirgli un’alimentazione vegan e bilanciata. La stessa alimentazione che contraddistingue la mia famiglia da tanti anni grazie anche al prezioso supporto di medici e terapeuti di caratura che hanno scelto l’orientamento “cruelty free”.

Ci tengo a sottolineare questo perché è importantissimo studiare, documentarsi e confrontarsi con pediatri di fiducia.

Noi tutti siamo cresciuti per imitazione e lo stesso vale per i nostri figli. La famiglia è il luogo in cui s’impara a stare al mondo, i punti di riferimento siamo noi genitori e nel caso nostro siamo tutti vegan, compreso il nonno.

Per quanto ci riguarda il problema della mensa scolastica non sussiste perché per mio figlio ho scelto una scuola che mi permette di cucinare per lui, quindi nel suo cestino tutte le mattine ha un pentolino con qualcosa di appena preparato. E a questo proposito condivido lo sforzo di tante associazioni che si stanno facendo portavoce della necessità di variare il menù delle mense scolastiche verso un cibo più naturale e senza prodotti di origine animale.

Ma i bambini sono fatti per crescere e per avviarsi verso una propria autonomia confrontandosi con altre persone e con altri stili di vita e l’esempio più ricorrente, al momento, sono….

Le feste di compleanno a cui viene invitato!

Solitamente ciò significa buffet di pizzettepanini al latte con salumipatatine al formaggio,hamburgermaionese e via dicendo. Quindi, capisco i dubbi che assillano molti genitori e che trasformati in domande suonano più o meno così:

“Come fai, gli porti il suo cibo alla festa?”

“ Gli vieti di mangiare ciò che non è vegan?”

“E con la torta?”

Allora, prima di tutto ricordiamoci che le feste di compleanno non sono la quotidianità, bensì l’eccezione. Quindi, a prescindere da come gestirle, l’importante credo sia offrire ai propri figli un cibo buono sano e cruelty free con costanza tutti i giorni dell’anno.

Perché il senso poi non è inculcargli un’alimentazione senza prodotti di origine animale, ma bensì insegnargli – dando per primi noi genitori l’esempio – l’amore ed il rispetto per tutti gli esseri viventi senza eccezioni di sorta.

Il veganismo non è solo tofu seitan e verdure, ma è uno stile di vita senza crudeltà che non provoca dolore, morte e sfruttamento.

Il mio desiderio più profondo non è che mio figlio non assaggi mai nella vita della carne, d’altronde arriverà un momento in cui prima di scegliere dovrà prima provare, ma…

Che impari a rispettare se stesso e gli altri

Che alleni giorno dopo giorno la sua empatia nei confronti del mondo che lo circonda

Che capisca che la bistecca è la parte del corpo di un animale e che non nasce sugli scaffali del supermercato – come moltissimi bambini ahimè credono.

Detto questo, come mi comporto quando viene invitato alle festicciole di compleanno?

1. Chiamo i genitori per ringraziarli dell’invito e così chiedo anche cosa pensano di organizzare per il cibo.

Molto spesso, sapendo già che alcuni invitati sono vegetariani/vegani, gli dedicano una parte del buffet. Se così non fosse, semplicemente ricordo che mio figlio è vegano e insieme capiamo come poter fare. L’ideale è quello di venirsi incontro, quindi anche io mi organizzo per cucinare e portare qualcosa di vegan che possa andare bene per mio figlio ma anche per tutti gli invitati.

2. Do a chi organizza la festa dei consigli su qualche ricetta di panini/tramezzini/torte salate per aiutarli nella scelta.

Ad esempio, paninetti di farina integrale con patè di olive, pomodori e basilico, focaccine di grani antichi alle olive, tramezzini con avocado e pomodori secchi sott’olio. Niente di impegnativo dunque né di costoso: con un avocado, qualche pomodoro, delle olive e un filo d’olio di qualità si fanno innumerevoli finger food!

3. Per la torta?

Solitamente è una sola bella grande e non vegan, quindi con panna, uova, etc. e a questo proposito  penso sia giusto che anche mio figlio ne mangi una fetta per non sentirsi escluso da un momento corale e importante per i bambini. La cosa molto positiva è che non essendo abituato a prodotti del genere, solitamente gliene basta qualche assaggio per riempirsi e sentirsi soddisfatto.

Concludo ricordandovi e ricordando anche a me stessa che il giusto comportamento sta proprio nel mezzo. Non vietare, e neanche lasciare le cose al caso, ma mediare affinché i nostri figli possano sentirsi a loro agio e allo stesso tempo liberi di scegliere sentendosi parte del gruppo.

Fonte: http://www.paolamaugeri.com

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