Canù: ecco finalmente la cannuccia sostenibile e buona da mangiare
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Canù: ecco finalmente la cannuccia sostenibile e buona da mangiare

Prodotta da Cooperativa Campo, una azienda marchigiana biologica nel settore da oltre 40 anni, Canù è la nuovissima cannuccia per cocktail completamente sostenibile.

Come nasce Canù

C’è chi ha deciso di bandire la plastica anticipando il 2021, data decisiva per l’Europa, come il grande marchio Unicoop Firenze, che da oggi, eliminerà dagli scaffali le stoviglie monouso in plastica, ed ecco finalmente un’altra buona notizia giunta in questi giorni, che sicuramente salvaguarda il nostro Pianeta.

canùCanù, la cannuccia sostenibile è stata realizzata con mais e riso, quindi è anche gluten free, ed è interamente biodegradabile, e si può addirittura mangiare.

Gli ideatori hanno preso spunto da un ristoratore di Bristol, che in una intervista alla BBC raccontava di come aveva smesso di usare le cannucce di plastica, usando ingredienti naturali.

Lorenzo Massone, 69 anni, presidente della Cooperativa Campo ha dichiarato di aver voluto fare «un regalo al pianeta, una risposta all’urlo che viene dai pescatori, dai gabbiani e dagli abitanti del mare» creando un prodotto flessibile e facile da modellare: infatti Canù ricorda la forma delle zite, la nota pasta forata in versione lunga.

Canù è biodegradabile

Una sfida che viene lanciata, in un momento difficile per l’ambiente. I danni che la plastica sta arrecando nei mari, sulle spiagge e sulla terra sono notevoli, e li conosciamo tutti.

canù

La cooperativa marchigiana si impegna a realizzare un progetto, che sicuramente porterà a ottimi risultati nel mondo eco-friendly: le cannucce sostenibili sono già in alcuni bar italiani ed inoltre si stanno mettendo in catalogo anche quelle colorate con lenticchia rossa o altri vegetali.

Massone dichiara che se non si ha voglia di mangiare, Canù si può riciclare – «Stiamo pensando ad una raccolta simile a quella degli olii esausti. Le cannucce di pasta si possono recuperare e destinare agli impianti dove si produce mangime per animali. Smaltirle con l’umido, invece, sarebbe uno spreco».

Un ottimo contributo green che siamo sicuri avrà un meritato boom.

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di Antonella Tomassini

 

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