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LecceVegan, partita la campagna di sensibilizzazione con 700 manifesti in 29 comuni a favore degli animali

Saranno 700 i manifesti affissi in ben 29 comuni del Salento, compresi Lecce e Brindisi. Un progetto etico ideato da LecceVegan, che da oltre 5 anni opera a favore  degli animali, promuovendo uno stile di vita vegan e sostenibile sul territorio salentino, attraverso la community e i social, ma anche grazie ad eventi a tema e conferenze.

Sara Nocco, coordinatrice di LecceVegan racconta il suo progetto

A parlarci di questa meravigliosa campagna di sensibilizzazione è Sara Nocco, giovane leccese e coordinatrice di questa realtà locale. Sara ci rivela con gran fiducia e immenso amore – “Siamo tutti animali e ogni cosa che facciamo al nostro prossimo o all’ambiente la natura ce lo restituisce con gli interessi e la pandemia  ne è stata purtroppo l’ennesima prova.”

Sara, quando sei diventata vegana e perché?

Tutto è iniziato ormai quasi sei anni fa. Sono diventata prima vegetariana e poi, poco dopo, vegana. Nella mia famiglia non si è mai mangiata molta carne. Il pesce non esisteva proprio e come tanti non mangiavo comunque tutti quegli animali “carini e coccolosi” (cavallo, coniglio, agnello). Penso in qualche modo di aver sempre sentito la profonda contraddizione insita in questo ragionamento, ma la causa scatenante che mi spinse a cambiare fu un video YouTube in cui l’attivista Gary Yourofsky mostrava cosa si nascondeva dietro al consumo di alimenti animali.

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E poi cosa è successo?

Iniziai a documentarmi e dopo aver letto “Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?” di J.S.Foer il gioco era fatto. Dormii male per varie notti e decisi che non avrei più mangiato animali.

Da qui si è “aperto un mondo” che ha cambiato completamente la mia vita. Ho iniziato ad occuparmi di alimentazione anche all’interno della carriera accademica, a studiare, ho cercato di capirne sempre di più. Non volevo più ignorare quello che c’era nel mio piatto. Soprattutto poi mi chiedevo perché la gente fosse così contraria, prevenuta o spesso ostile nei confronti di questo stile di vita.

Da questa domanda si sono aperte tante strade ed oggi sono la coordinatrice di una realtà locale che solo su Facebook conta oltre 3000 membri. Ho conosciuto tante fantastiche persone, tante realtà locali e iniziato tante collaborazioni per cercare di rendere questo mondo un posticino sempre più bello, migliore. Del resto credo che ognuno di noi nel suo piccolo possa fare tanto, ma è insieme che si fa la differenza.

Lecce è una città molto sensibile al veganismo, dove esistono diverse realtà, come il Cosmic fest e LecceVegan, oltre a tanti ristoranti dove mangiare veg. Come nasce il progetto LecceVegan?

LecceVegan nasce quasi sei anni fa da un sogno collettivo, quello di un mondo più etico e dall’unione di un sempre maggior numero di persone intorno ai temi dell’etica, della sostenibilità alimentare e di un corretto stile di vita. All’epoca i vegani erano praticamente sconosciuti ai più, degli alieni incomprensibili, e difficilmente al supermercato si riusciva a trovare qualcosa di adatto. Il gruppo è nato così, da un desiderio di aggregazione, per la voglia di comunicare e scambiarsi consigli, di socializzare e conoscersi, così, da qualcosa di piccolo, nel tempo è cresciuto sempre più arrivando a comprendere persone provenienti da tutta la provincia di Lecce e non solo, anche da altre zone del Salento.

Come si rapporta Lecce e tutta la Puglia nei confronti del mondo vegan?

Sin da subito, e questo ci ha contraddistinto e continua a contraddistinguerci da tante (sempre e comunque importantissime) realtà vegan nazionali, ha deciso di non fermarsi al mero social, ma è sceso nella realtà attraverso eventi di vario tipo (cene conviviali, banchetti informativi, flash mob, eventi legati alla sostenibilità, conferenze, proiezioni, presentazioni di libri, beneficienza e tanto altro) che hanno fatto della connessione tra le persone qualcosa di concreto e non solo tecnologico. Abbiamo fatto rete con altre realtà territoriali, perché solo questo può, come dicevo prima, fare la differenza.

Siamo arrivati a quasi trenta eventi l’anno, la maggior parte dei quali destinati alla beneficenza e per questo ci tengo a ringraziare tutti i membri di questa che per me è una bellissima realtà, unita e solidale, le moderatrici del gruppo Facebook che mi supportano, gli amici delle altre realtà locali sia vegan, come quella anche molto attiva di Bari, che non (aziende, associazioni, cooperative, liberi professionisti, ecc.) con cui negli anni abbiamo avuto l’onore e il piacere di collaborare, tutta le persone meravigliose che con passione ci seguono e che perseguono questo sogno.

Un cambiamento importante in tutta la Puglia

Sara ci tiene a sottolinerare – “Da quello che mi raccontano i vegani che vengono a trovarci da fuori o chi si trasferisce per varie ragioni in altre città, la Puglia, ed in particolare il Salento, sono una piccola nicchia felice per il mondo vegan, certo questo non significa che sia tutto perfetto, c’è ancora tanto da fare, ma il mondo cambia un passettino alla volta, le rivoluzioni sono lente e penso che qui e nel mondo la rivoluzione sia in atto da tempo.”

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Avete stampato 700 manifesti etici, che saranno affissi in vari comuni del Salento. Parlaci di quest’ultimo progetto di sensibilizzazione che state portando in atto non solo a Lecce ma anche nei comuni limitrofi.

Questo progetto di sensibilizzazione era già in cantiere da tempo, aspettavamo solo il momento giusto per renderlo operativo. In realtà sono anni che creiamo grafiche di sensibilizzazione che tuttavia avevamo sempre destinato al web.

Questa volta però il lockdown e le successive regole anticontagio ci hanno dato l’opportunità di attuare la parte “tangibile” del progetto di comunicazione. Abbiamo deciso così di fermare gli eventi, senza fermare il nostro lavoro di sensibilizzazione. 700 manifesti sono stati stampati per la campagna di comunicazione “Amici animali – Anche Veg si può”. I manifesti sono stati affissi a partire dal 12 agosto e continueranno “a far capolino” sul territorio salentino fino alla fine del mese, raggiungendo ben 29 comuni.

Una iniziativa speciale che porta alla riflessione, Sara, quale è l’obiettivo della campagna?

La riflessione alla base dell’iniziativa è che gli esseri viventi non sono oggetti, non esistono animali di serie A e altri di serie B, poiché fondamentalmente siamo tutti animali, con sentimenti ed emozioni. Gli animali dunque non sarebbero cibo, non sarebbero un qualcosa, ma un qualcuno.

Ben cinque grafiche diverse ideate per mostrare proprio questo concetto, per mostrare, attraverso una linea comunicativa soft, come anche gli animali abbiano pari dignità e come tutto quello che facciamo sia connesso strettamente.

Che rapporto ci può essere tra pandemia e cibo che mangiamo?

Anche questa attuale pandemia ha molto più a che fare col nostro piatto di quanto non vorremmo credere. A causa del consumo di animali e dunque del loro allevamento i polmoni verdi del nostro pianeta vengono, infatti, sistematicamente tagliati riducendo drasticamente e spesso irreversibilmente quell’inestimabile tesoro che è la biodiversità, fondamentale per la sopravvivenza nostra e degli attuali ecosistemi, facendo entrare in contatto tra loro specie che difficilmente in natura si sarebbero incontrate e facilitando in tal modo il processo di spillover.

Quale è il messaggio che lanci ai cittadini non solo di Lecce ma di tutto il mondo?

Spesso la parola vegan fa paura, ci fa sentire spaesati, crea conflitti e ci fa sentire giudicati e minacciati, quando in realtà essa non è altro che una parola creata dall’uomo, esattamente al pari di altre, per designare un qualcosa, per definire un atteggiamento, un pensiero, un dolore, un amore, un cambiamento, la consapevolezza profonda che siamo tutti uguali e che soffriamo e moriamo e che la libertà e i diritti sono di tutti e non solo appannaggio di un’unica specie.

Perché dunque è così difficile riuscire a vedere oltre quello che l’abitudine ci ha portato ad ignorare? Già oggi ci sono tantissime persone che non mangiano quella o quell’altra carne (ad esempio cavallo o coniglio) per motivi affettivi, mentre adottare una mucca o un maiale o un tonno, un’aragosta o una capra non è da tutti e questo porta ad estraniarsi nei loro confronti, non conoscendoli, non avendoli vicino, escono dal nostro spazio affettivo e diventano oggetti.

Perché scegliere vegan?

Ci sono tante ragioni per cui scegliere di diventare vegani, partendo da motivi etici fino a quelli ambientali o salutisti.

Gli allevamenti intensivi in generale hanno un impatto devastante sotto molti punti di vista: sono tra le cause principali del consumo di acqua e suolo, della deforestazione, dell’inquinamento dell’aria, concorrono alla riduzione della biodiversità animale (attraverso la selezione delle specie più produttive) e vegetale (attraverso le colture intensive necessarie per la produzione dei mangimi a base di soia, mais, ecc.), senza contare la forte correlazione tra “malattie del benessere” (cardiopatie, obesità, diabete, ecc.) e consumo di prodotti animali. Agli animali, inoltre, sono spesso somministrati ormoni e antibiotici, i quali poi finiscono nel nostro piatto o bicchiere, arrivando alla lunga a concorrere nelle bambine alla comparsa precoce del menarca e alle antibiotico resistenze.

Ognuno di noi ha sicuramente il suo percorso e i suoi tempi nel compiere questa scelta, la si può fare per gradi o all’improvviso, l’importante è essere sicuri ed informati, è un processo di consapevolezza, di presa di coscienza nei confronti di realtà reali, che esistono quotidianamente ma che spesso vengono o vogliamo ignorare. Fare una scelta che implichi un cambiamento profondo non è semplice, ma io dopo quella connessione non sono più riuscita a guardare a quella fettina come qualcosa di impersonale, di vuoto, senza valore. 

Al giorno d’oggi intraprendere questa strada non solo è semplice, ma è un dovere che dovremmo assumerci nei confronti non solo degli animali, ma anche dell’ambiente, di noi stessi e delle generazioni future.

Ringraziamo Sara, per aver condiviso con noi il suo meraviglioso progetto etico.

E se siete nel Salento, e vedete i manifesti affissi sui muri, li potete segnalare sulla pagina Facebook di LecceVegan tramite un selfie con un bel sorriso a favore di tutti gli animali.

di Antonella Tomassini

 

 

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