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RAPE RACK: concerto scenico a favore dei diritti degli animali

Domenica 19 Maggio, presso il locale SUD Food & Music in Piazza Johan Fitzgerald Kennedy a Taranto, è andato in scena il debutto del concerto scenico Rape Rack, realizzato da Daniele Vergni (live electronics & electroacustic) e Teodora Mastrototaro (voce e testi).

Rape rack e la Liberazione Animale

L’evento, organizzato dalla Dott.ssa Stefania Bottiglia, Ambasciatrice Puglia Associazione Vegani Italiani e Responsabile Sezione di Taranto O.I.P.A. è stato accolto dai cittadini con entusiasmo.

Da alcuni anni, Teodora Mastrototaro, con i suoi atti artistici, porta avanti un messaggio, quello della Liberazione Animale, che poi è liberazione per ogni essere vivente perché l’antispecismo è questo. Il concerto scenico è un vero e proprio viaggio fatto di versi e sonorizzazioni, canzoni e azioni che portano lo spettatore ad attraversare alcuni dei luoghi di coercizione in cui gli animali da allevamento sono destinati a vivere: dai diversi tipi di allevamento agli stalli per l’ingrasso, dalle sale mungitura all’anticamera della morte nel mattatoio ecc.

Rape Rack, un viaggio di solitudine e moltitudine

In questo viaggio solitudine e moltitudine si fondono in una realtà quotidiana e asfissiante: schiavitù, stupro ed olocausto continuato. Fin dal titolo dalla forte tematica si evince la veridicità e la crudezza, Rape rape-rackRack, infatti, letteralmente è “cremagliera dello stupro”.

Si chiama così la struttura in ferro che immobilizza le mucche da latte nel momento in cui viene inserito del seme di toro nel loro utero. La mucca, come tutti i mammiferi, produce latte solo quando ha un figlio, di conseguenza la produzione di latte costante richiede che gli animali siano ingravidati una volta l’anno.

La cremagliera, per l’animale, è l’inizio e la fine di tutto. L’inizio di una nuova vita che sarà destinata alla produzione di latte, se femmina, e di carne, se maschio, e la fine della propria vita, perché dopo essere ingravidata più volte, quando non è più produttiva, viene condotta al macello. La Madre, infatti, è il personaggio che tiene le fila del discorso affrontato durante il concerto scenico. Sfruttamento animale che ha inizio con l’amore sofferto di una mamma verso la sua creatura e termina con la dolorosa perdita di questo amore.

Un urlo iniziale squarcia il silenzio degli spettatori e interrompe le voci registrate che in sala disquisiscono attraverso i diversi luoghi comuni su chi non mangia animali e derivati.

L’animale, con tutta la sua forza e dignità, inizia a ribellarsi alla sua condizione di essere sfruttato e sottomesso, rivolgendosi al pubblico e facendogli rivivere la propria condizione. La forza delle parole e della musica, delle sonorizzazioni e dei momenti teatrali, vanno a creare una bolla dentro la quale l’animale si muove e, guardando in faccia chi è presente, racconta la sua versione dei fatti.

La formula artistica usata è lo spoken word, una forma di poesia espressa oralmente, recitata, secondo uno schema narrativo che, nel caso del concerto scenico Rape Rack, include la musica e l’atto teatrale. Sin dalle prime note e parole si percepisce il desiderio di utilizzare la forma del concerto scenico per allargare lo spazio delle emozioni e per coinvolgere le persone presenti invitandole al cambiamento attraverso una naturale presa di coscienza e consapevolezza. Un racconto toccante, commovente e crudo che descrive la non-vita di chi è destinato a non-vivere.

Un debutto eccezionale

Chi ha seguito il debutto l’ha definito:

Una perfomance straordinaria, empatica, drammatica, sarcastica, nel testo c’è tutto il pathos di chi sa, di chi conosce, di chi ha seguito un percorso conoscitivo. Lo spettacolo ti rapisce e ti trasporta nel viaggio attraverso l’orrore tra vittima e carnefice, ti violenta dai costrutti dell’abitudinarietà, ti annebbia la mente e ti lacera obsolete certezze procrastinate per secoli. Il messaggio di pace e amore, di rispetto, di reciproca fratellanza arriva dritto al cuore, scuote le coscienze e mette all’angolo anche i più scettici.

La Liberazione Animale e il Lutto sono un atto politico, ci dicono alla fine Teodora e Daniele. Il concerto termina con un brano del filosofo James Stanescu:

Dobbiamo rivendicare con forza che un dato essere, la cui esistenza ci è stato insegnato a non compiangere, è degno di lutto e, dunque, è una vita. Una rivendicazione del genere è gravida di rischi, ma si porta appresso la possibilità di rovesciare l’intero ordine sociale, la possibilità di scoprire nuove forme di essere – insieme.

Sicuramente Rape Rack è uno spettacolo da condividere e promuovere in ogni città.

Per info per poterlo promuovere  nella propria città: 3283385058

Redazione ilvegano.it

 

 

 

 

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