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Amazzonia in fiamme: la tragedia raccontata sul web

Dopo la Siberia, anche in Amazzonia le fiamme divampano davanti a milioni di spettatori che inermi non possono fare altro che piangere per una tragedia annunciata.

Amazzonia: il web piange

Sui social e sul web colpiscono le impressionanti immagini degli incendi che stanno devastando la foresta amazzonica, giorno dopo giorno. Non solo deforestazione e riscaldamento globale, la causa di tutto ciò è l’uomo.

Si tratta di una situazione drastica.

National Geographic ci spiega

Sul sito National Geographic viene riportato: “La stessa NASA spiega che spesso gli agricoltori o gli allevatori danno fuoco per meglio gestire i propri campi o i pascoli o per ripulire il terreno, nonostante sia vietato in questo periodo dell’anno, proprio per il clima favorevole al diffondersi delle fiamme. Poi c’è il disboscamento finalizzato alla raccolta della legna e quello che ha come unico scopo l’allargamento delle aree coltivabili, spesso destinate alla soia.”

Un danno enorme per tutto il Pianeta, con gravissime conseguenze, infatti NG sottolinea  – “Secondo diversi esperti, la tendenza in atto potrebbe presto giungere a un punto di non ritorno in grado di trasformare l’Amazzonia in una savana sul lungo periodo. Il danno sarebbe per tutto il pianeta perché quello dell’Amazzonia è un ecosistema in grado di catturare milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno e già gli incendi di queste settimane stanno rilasciando enormi quantità di emissioni di CO2, seppure non ancora quantificabili.”

Prendere coscienza

Se pensiamo che a capo del Brasile dal 2018 c’è il presidente Bolsonaro, il timore degli ambientalisti e delle tribù indigene, che a detta sua non ha i mezzi per placare le fiamme, (e restano impotenti anche tutti gli altri governi) non ci resta che farci un esame di coscienza, pregare e scendere nelle piazze di tutto il mondo.

amazzoniaA questo proposito riportiamo le sagge parole di Mauro Villone, scrittore e operatore socioculturale che su Il fatto quotidiano ha scritto: “Il disastro al quale stiamo assistendo apparentemente impotenti ha il vantaggio di mettere tutta l’umanità con le spalle al muro e di offrire un assist impagabile per introdurre certi temi. Dunque le foreste bruciano, le api muoiono, il mare è pieno di plastica, così come il nostro sangue e le cose sul piano sociale stanno andando sempre peggio.”

Continua Villone – “Resta il fatto che siamo nei pasticci serissimi e non possiamo fare altro che pensare a un cambiamento di coscienza di tutta l’umanità nel suo insieme, partendo da ogni singolo individuo, per far fronte a una situazione simile.”

Ogni singola persona può fare il cambiamento, asciughiamoci le lacrime e mettiamoci in prima linea per salvare l’Amazzonia.

Immagini prese dal web

di Antonella Tomassini

 

 

 

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