ALICE in the LAB, quando l' arte incontra il rispetto verso il pianeta
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ALICE in the LAB: quando l’arte incontra responsabilità e rispetto verso il nostro pianeta

Alice Dal Bo, in arte Alice in the Lab è una giovane grafica, felice mamma di due bambini che ha scelto di dedicare la sua vita all’arte, lanciando messaggi antispecisti tramite creazioni personalizzate e pezzi unici, con un occhio di riguardo all’etica.

Come nasce ALICE in the LAB

La maggior parte dei tessuti utilizzati proviene da scampoli di recupero di aziende tessili della zona. Scelta dettata da responsabilità e rispetto verso il nostro pianeta.
Come anche la scelta di non lavorare con tessuti e materiali di origine animale: niente lana, seta, pelli o pellicce.

Abbiamo voluto scambiare quattro chiacchiere con lei, perché Alice oltre ad essere vegana è una persona solare e allegra, e sicuramente condividere la sua testimonianza e il suo messaggio di amore verso gli animali, sarà utile per creare un tassello in più nel mondo veg.

La storia di Alice

Alice vive a Preganziol, in provincia di Treviso, in compagnia dei suoi tre cani Pomi, Calia e Pivo, e sin da piccola la creatività e l’arte hanno sempre fatto parte della sua vita, per lei disegnare, dipingere e creare piccoli oggetti con materiali riciclati è stato infatti il suo passatempo preferito.

alice-in-the-labQuando hai deciso di avvicinarti al veganesimo?

All’incirca all’età di 20 anni sono diventata vegetariana per motivi prettamente etici, parliamo degli anni 2000. Nonostante la determinazione, per me è stato un passaggio graduale perché avevo davvero tutti contro e all’epoca non conoscevo nessuno che la pensasse come me, ma lo sentivo un passo doveroso: avevo capito che gli Animali non sono qui per noi, per soddisfare i nostri “bisogni”; ma che assieme a loro viviamo e condividiamo la vita in questo pianeta, che meriterebbe più rispetto.
Da quel momento ho iniziato a informarmi e a documentarmi, ho iniziato a conoscere sempre più persone in sintonia con i miei pensieri, anche nell’ambito dell’attivismo, e nel 2010 sono diventata vegana.

Quando è nato il progetto di ALICE in the LAB?

Il mio laboratorio è nato nel 2014, dopo la separazione con il mio ex compagno. Da qualche anno era nata la passione per il cucito, che portavo avanti da autodidatta, e per stare assieme ai bambini che erano davvero piccoli, ma allo stesso tempo mantenermi economicamente ho pensato di provare a unire le mie capacità e di far nascere ALICE in the LAB, che altro non è che una stanza della mia casa!

Quali materiali usi normalmente per le tue creazioni?

L’idea era quella di creare dei pezzi unici, capi casual, basici, dal sapore underground, più che altro felpe, ma anche minidress, gonne, canotte, borsette e collari per cani, con scampoli di tessuto di recupero delle aziende tessili della mia zona, principalmente felpa, jersey, jeans, pile e qualche pelliccia sintetica.

Quale è il messaggio che vuoi lanciare con i capi che realizzi?

Ho voluto che nelle mie creazioni fosse anche veicolato un importante messaggio, che è quello in cui io credo fortemente, ovvero l’antispecismo, da lì è nata l’idea del “vegan terrorist” e di “liberation is love”. Quindi, sempre da autodidatta, ho iniziato a serigrafare personalmente i miei capi con i miei disegni.
Ora ho in cantiere dei nuovi modelli di felpe, con un pattern serigrafato a tema sottobosco. In questo caso mi sono lasciata ispirare dalla natura, flora e fauna, che mi circonda durante le passeggiate nei boschi.

alice-in-the-labHai un negozio online dove si possono acquistare le tue creazioni etiche?

Si, su etsy.com ho aperto un negozio online, mentre sulla mia pagina facebook e sul profilo instagram potrete ammirare tutte le mie creazioni.

Secondo te cosa si può fare oggi per tutelare il rispetto e l’amore per gli animali?

Oggi per tutelare e portare in alto il rispetto per gli animali e per il nostro pianeta, è doveroso agire in prima persona per apportare cambiamenti radicali, non solo per quello che riguarda l’alimentazione, ma nella nostra vita a 360 gradi. Credo che dovremmo orientarci tutti verso uno stile di vita in decrescita. Dare meno importanza ai consumi e al denaro, e più alle relazioni, al tempo e all’autoproduzione. E’ molto importante anche parlarne, nel modo giusto, parlarne e sensibilizzare le persone a queste tematiche. Credo che una soluzione ottimale per andare in questa direzione sia l’ecovillaggio.

Tu infatti, fai anche parte anche di un altro progetto importante, Ghirolandia, l’ecovillaggio antispecista creato sull’Appennino Parmese. Come sei venuta a conoscenza di questa realtà, e che ruolo svolgi oggi all’interno di questa fantastica comunità?

Da qualche anno ero interessata a queste realtà e mi sarebbe piaciuto crearne una proprio nella mia provincia, perché avevo tristemente notato come il valore dell’antispecismo fosse purtroppo assente in molte di queste comunità. Tramite Facebook ho conosciuto Fabio e il progetto di Ghirolandia e ho deciso di farne parte, anche se è a 300 km da dove vivo. Per ora ho disegnato il logo del ghiro e realizzato le shopper per la raccolta fondi. Al momento mi devo accontentare di andarci per qualche giorno ogni mese, mese e mezzo, ma prevedo di stabilirmi in via definitiva entro la prossima estate e proseguire con il laboratorio da li.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

In futuro mi piacerebbe realizzare workshop proprio su cucito e serigrafia, perche no? Magari a Ghirolandia! non solo agli adulti ma anche per i bambini, e sensibilizzare quante più persone all’autoproduzione e al recupero dei materiali.

Ringraziamo Alice, per averci raccontato un po’ di lei e vi consigliamo di dare uno sguardo alle sue magnifiche creazioni vegan, sicuramente il suo messaggio d’amore verso gli animali vi conquisterà.

di Antonella Tomassini

 

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