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Come mi vesto? Moda cruelty free

Il concetto di moda cruelty free, fino a qualche tempo fa era alquanto improbabile da pensare, bastava sapere che la lana, la seta, e i piumini d’oca non andavano indossati, e ai primi freddi ti coprivi con tre o quattro felpe addosso. Oggi invece nel vestire è possibile scegliere poiché esistono tanti brand che creano intere collezioni di coloratissimi e eleganti vestiti e accessori vegan per tutte le occasioni. Così come le scarpe, di cui abbiamo già parlato, borse, cinte.

Quindi per chi ha scelto di diventare vegano oltre al non mangiare nulla che derivi dagli animali, anche nell’abbigliamento deve seguire questo stile di vita.

Quali sono i prodotti da evitare?

Pelle e pellicce

La pelle è il primo materiale da evitare, è ottenuto dalla pelle di animali allevati ed abbattuti a scopi alimentari, i più utilizzati sono bovini, ovini, suini, equini. Così come le pellicce, comprese quelle che servono per decorare colli e polsi sui giubbotti, ricordiamo che molti animali vengono allevati con il solo scopo di essere uccisi per il loro pelo e vengono scuoiati vivi. Al posto della pelle si possono considerare l’alcantara o materiali sintetici come la lorica.

Piuma e piumino d’oca

Si possono trovare sia nelle trapunte per il letto che nei giacconi. Lo spiumaggio è un’ operazione molto dolorosa. L’oca viene immobilizzata e sedata, le penne vengono strappate con violenza già dalle prime otto settimane di vita dell’animale, e spesso per le ferite subite e lo stress molti volatili muoiono. Le piume d’oca possono essere facilmente sostituite con imbottitura sintetica, per esempio il fibrefil sia nei giacconi che nei piumoni da letto.

Lana e feltro

La tosatura viene praticata senza nessuna cura per l’animale, con degli appositi macchinari che prevedono l’immobilizzazione della pecora, a volte con metodi di stordimento momentaneo come la scossa elettrica. Esistono molti materiali da usare al posto della lana, sicuramente migliori, perché non infeltriscono e sono molto economici: il velluto, la ciniglia, la flanella, il caldo-cotone, il pile, l’acrilico e il modal. Anche il feltro va eliminato perché spesso contiene lana e pelliccia.

Seta

Per estrarre la seta dai bozzoli i piccoli bachi vengono bolliti vivi. Al posto della seta si possono usare alternative vegetali o sintetiche come la viscosa e il rayon.

Perle

Anche se il mollusco non viene ucciso, la pratica è pur sempre uno sfruttamento animale. Dai uno sguardo anche al sito de Le Chiappette.

Il consiglio è che per i nostri acquisti d’abbigliamento impariamo a leggere le etichette, cosi come si fa per il cibo per non incorrere a brutte sorprese. Per gli accessori, come ad esempio orologi, è una buona scelta potrebbe essere il Xw6 0

di Antonella Tomassini

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