Bacche di goji, un alimento prezioso. | ilVegano.it
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Bacche di goji, un alimento prezioso.

Consumare bacche di goji in Oriente è una abitudine ormai consolidata dall’antichità, considerate il frutto della vita e della longevità,  in Italia solo di recente si sente parlare di questo cibo ricco di proprietà benefiche.

Le bacche di goji, originarie del Tibet sono il frutto di una pianta spontanea chiamata anche bacca della giovinezza, piccole come ciliegie, sono una fonte preziosa per combattere i radicali liberi, grazie agli antiossidanti che contengono, proteggono la pelle e rinforzano il sistema immunitario.

Aiutano a migliorare la vista e la memoria grazie ai carotenoidi e a tenere sotto controllo il peso. Utili per ridurre la cellulite, in quanto inibiscono l’appetito e non contengono colesterolo. Contengono vitamina A, C, potassio, proteine e fibre, calcio e ferro.

Troviamo più facilmente sugli scaffali dei nostri supermercati le bacche di goji essiccate, che prima del consumo vanno messe in un bicchiere d’acqua per ammorbidirle, ma in commercio ci sono anche quelle fresche, anche se è più difficile trovarle.

Ma se abbiamo un terrazzo o un balcone possiamo coltivarle tranquillamente in un vaso piantando i semi in primavera oppure comprare le piantine già cresciute e travasarle in un terreno sabbioso, posizionandole al sole. Possiamo raccogliere le bacche a fine estate quando sono maturate.

Si consumano nell’insalata, nei biscotti che prepariamo, nelle torte, o semplicemente come stuzzichino energetico.

I nutrizionisti consigliano di assumere da 1 a 3 cucchiai di bacche di goji  essiccate al giorno per gli adulti, mentre da 1 a 3 cucchiaini per i bambini.

Per coloro che sono allergici ai pomodori, o che assumono farmaci specifici per il diabete o l’ipertensione, o anticoagulanti le bacche di goji sono controindicate in quanto potrebbero interagire tra loro, quindi è opportuno prima di assumerle chiedere al proprio medico.

Da tenere sotto controllo è la quantità giornaliera, come ogni cosa è meglio non abusarne.

di Antonella Tomassini

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