Orange Fiber: la moda ecosostenibile ottenuta dagli scarti delle arance.
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Orange Fiber: la moda ecosostenibile ottenuta dagli scarti delle arance.

Vi abbiamo già parlato degli scarti di alcuni alimenti, che vengono utilizzati per creare preziose fibre e tessuti cruelty free, un esempio è il Piñatex o la pellemela e la seta di soia, ma quanti di voi conoscono l’Orange Fiber?

Stiamo parlando sempre di moda green e le protagoniste questa volta sono le arance, dalle quali due giovani donne siciliane, Adriana Santanocito ed Enrica Arena, nel 2011 dopo vari studi, hanno realizzato Orange Fiber, un tessuto ecosostenibile, creando capi di abbigliamento vitaminici, realizzati appunto con gli scarti delle arance e con nanotecnologie, inserendo oli essenziali che rilasciano benessere a chi li indossa.

Incredibile, moda cruelty free e anche salutare.

Infatti, le fondatrice dell’azienda Orange Fiber, dopo aver studiato al Fashion Design all’AFOL Moda di Milano hanno messo a punto lo sviluppo di un prodotto innovativo con la collaborazione del Politecnico di Milano e grazie ad un finanziamento ottenuto da parte della Provincia autonoma di Trento e dal Fondo europeo di sviluppo regionale attraverso il bando ‘Seed Money’, che nel 2014 le ha portate a vivere a Rovereto, in Trentino hanno creato questo tessuto innovativo, ricavato da un materiale esausto, trasformato attraverso processi semi-industriali sostenibili  in un prodotto di altissima qualità, partendo dal pastazzo, il residuo umido degli agrumi, destinato ai rifiuti, estraendo la cellulosa di agrumi atta alla filatura.

In pochi anni hanno già ottenuto tantissimi riconoscimenti, destando curiosità e attenzione anche da parte di famosi brand della moda, un esempio è la nota casa di moda dello stilista Salvatore Ferragamo, che con l’Orange Fiber ha realizzato capi di abbigliamento per la sua collezione presentata lo scorso 22 aprile 2017, in occasione della Giornata della Terra.

Un gran curriculum alle spalle quello di Orange Fiber, che come obiettivo propone di essere fonte di lavoro e il rilancio del made in Italy, d’altronde, la tecnologia usata dall’azienda consente di reimpiegare oltre 700 mila tonnellate di sottoprodotto derivante dall’industria agrumicola per creare un ottimo tessuto elegante, di qualità e quindi ecosostenibile, riducendo così lo sfruttamento di terra e acqua e l’uso di pesticidi inquinanti.

Leggiamo sul  sito dell’Orange Fiber che il processo è stato brevettato in Italia nel 2013 ed esteso a PCT internazionale l’anno seguente.

L’azienda è stata costituita a Febbraio 2014, con sedi in Catania e Rovereto e nel 2015 è stato inaugurato in Sicilia il primo impianto pilota per l’estrazione della cellulosa da agrumi.

Auguriamo all’azienda il successo meritato, e condividiamo affinchè vengano ideati altri progetti utili al futuro del nostro Pianeta. 🙂

di Antonella Tomassini

 

 

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