Anche la pianta soffre! La risposta del saggista Franco Libero Manco.
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Anche la pianta soffre! La risposta del saggista Franco Libero Manco.

Siamo vegani: mentre cerchiamo di spiegare il motivo per cui non mangiamo carne, pesce e nessun derivato degli animali, e che gli animali non sono cibo ma esseri senzienti che provano gioie e dolori proprio come noi, nel mezzo della discussione qualcuno ci interrompe ed esclama “Anche la pianta soffre!”.

Quante volte ci è capitato? Sicuramente non una volta sola, a me personalmente è capitato tantissime volte, ed ho sempre risposto gentilmente, che tutto ciò che nasce e cresce è ovviamente vita, e che ho scelto il veganesimo per amore degli animali, ma che mangio le verdure perché l’essere umano vive benissimo di solo vegetali. Ed ho capito perfettamente che l’affermazione “Anche le piante soffrono” vuol essere una semplice provocazione di chi mangia carne.

A tal proposito condivido la risposta del saggista Franco Libero Manco sulla questione.

Le giustificazione di chi si arrampica sugli specchi per giustificare se stesso e non rinunciare al piacere della carne

“Secondo alcuni la consapevolezza che la pianta sia in grado di soffrire giustifica la mancanza di pietà per gli animali. E’ il solito ritornello di chi ritiene inutile fare poco dal momento che non è possibile fare tutto, che è come dire: è inutile sfamare un singolo indigente dal momento che non si può abolire la fame nel mondo; oppure che dal momento che la città è sporca lascio pure la mia immondizia sul marciapiede; e ancora: siccome l’aria è inquinata allora fumo due pacchetti di sigarette al giorno.

Spesso chi non vuole fare il proprio dovere tira in ballo la violenza naturale. Tutto ciò che vive vuole vivere, non morire. Senza la capacità di accusare dolore ogni essere vivente si lascerebbe uccidere, senza reagire. Ma l’umanità non è pronta a considerare alla stessa stregua la vita della pianta con quella della mucca, il cavallo, la pecora il maiale ecc. che, probabilmente, a differenza dei vegetali hanno i nostri stessi meccanismi fisici, chimici e biologici, i nostri stessi ricettori del dolore. 

La nostra filosofia di vita, la nostra etica vegan, ci porta gradualmente ad escludere anche la pianta nella nostra nutrizione e nutrirci dei frutti della stessa, e questo non è affatto difficile farlo: oltre tutti i frutti succosi e commestibili degli alberi, noi vegan cerchiamo di consumare pomodori, melanzane, zucchine, peperoni, carciofi ecc.,  tutti i semi, tutti i cereali e tutte le leguminose. Ma c’è chi ci accusa che anche mangiare i frutti causa violenza alla pianta, che è come volere paragonare il taglio di capelli all’uccisione di un uomo, o le bombe alle parolacce.”

E voi cari lettori, cosa rispondete quando vi puntano il dito e vi sentenziano che anche le piante soffrono, come se i vegani fossero i peggior assassini del mondo?

di Antonella Tomassini

 

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